FAT…TA BICI!

“Sentivo parlare in continuazione di questa novità. Voci di corridoio che man mano diventavano sempre più insistenti. Vedevo foto, leggevo articoli.
E poi ne ho vista una: il primo impatto che ho avuto con una fat bike è stato quasi indecifrabile. Non sapevo se ridere, sorridere, compiacermi o stupirmi. Come definirla? Grottesca? Simpatica? Comoda? Pratica? Certo, di eleganza ne aveva ben poca, ma esercitava su di me quel fascino che poche bici riescono ad esercitare.4
Provarla per dieci minuti, in strada, aveva solo aumentato la mia curiosità verso questo strano mezzo: l’unica impressione che avevo avuto era di stare come su una poltrona. Comodità assoluta.
2Ci pensavo e ripensavo. Dire che non ci dormivo la notte forse è esagerato, ma era diventata quasi una fissa.
Così mi sono deciso, ne ho ordinata una. Da tenere in negozio, mi dicevo. Magari qualche volta ho l’occasione per provarla, mi dicevo.
E l’occasione è arrivata, un pomeriggio d’autunno: terreno asciutto, ma sconnesso, molta ghiaia, molte scanalature, qualche fosso.
Sono partito convinto del fatto che avrei faticato parecchio a portarla su per salite ripide: a guardarla non sembrava proprio una piuma! E invece mi sono trovato stupito di come quelle grosse e grasse ruote afferrassero con forza il terreno sottostante, si aggrappassero tenacemente per portarmi su, su fino in cima. E non solo: pedalare in contropendenza è stato un gioco da ragazzi, come se mi trovassi in un tratto di pianura.3
Certo, non è leggerissima, ma non impedisce di percorrere sentieri con una certa pendenza.
La forcella rigida non ha creato nessun tipo di problema, vista la mole delle ruote avevo tutto il gioco che volevo: sulla ghiaia era come scendere in asfalto, sullo sterrato passavo sopra pietre, buche e dossi come se sotto al sedere avessi una schiacciasassi. E mi sono stupito quando, attraversando un fosso preoccupato di caderci dentro, non mi ero accorto di essere già passato dall’altra parte!5
Insomma, non posso certo dire che sia stato amore a prima vista, ma si sa, i colpi di fulmine hanno una breve durata: me ne sono innamorato piano piano, apprezzandone di volta in volta i pregi che emergevano, e ho deciso di comprarne una per me.
Sono tentato dall’idea di motorizzarla, e probabilmente lo farò, perchè anche come city bike non è male.
E così ho fat…to la salita, ho fat…to la discesa, ho fat…to anche il fosso, che fat…ta bici che è la fat bike!”
Maurizio

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