La ventinove: come stare su un tacco 12!

Chissà se qualcuno si ricorda uno dei miei primi articoli in cui parlavo di questo grande dilemma che attanagliava tutti i bikers: ventisei, ventisette e mezzo o ventinove pollici? Qual è la ruota che meglio si addice al mio stile di pedalata?
E magari ricordate anche il mio parere completamente contrario ai “ruotoni”: vuoi perché non erano così guidabili come una 26, vuoi perché non erano altrettanto “divertenti”, vuoi perché in salita costavano il doppio della fatica…
Ma, si sa, chi disprezza compra, ed io non ho voluto smentire questo vecchio e saggio detto: ed eccomi a cavallo di una ventinove nuova fiammante!
Diciamo che mi ci sono trovata così, all’improvviso: un giorno mio marito mi dice che vuole regalarmi una bici nuova, decidiamo di andare ad ordinarla, io chiedo una 27,5 ma il budget che ci siamo dati non mi permette di arrivare ad avere quello che voglio. Un amico mi fa provare la sua 29 ed il gioco è fatto: in men che non si dica mi trovo nel giro di qualche settimana a sfidare fango e neve sul mio nuovo bolide.bici 29
Ma, devo ammetterlo, non è stato così facile. All’inizio ero decisamente spaesata. Chissà se per la mancanza del mio amato reggisella telescopico (che non ho potuto trasferire dalla vecchia bici per via delle misure differenti), o proprio a causa di quelle ruote enormi, sta di fatto che era come se avessi indossato un paio di scarpe col tacco!
So che ora solo le amiche lettrici potranno comprendere appieno, ma è stato proprio come passare da un paio di sneakers ad un tacco 12: mi sentivo altissima e decisamente poco stabile. In realtà la mancanza di stabilità era legata più ad un fatto psicologico. Avevo cambiato assetto e di conseguenza dovevo cambiare il mio modo di guidare -il ragionamento fila, no?
Tenendo poi conto del fatto che il passaggio è stato fatto in un periodo di pioggia-neve-fango a go go, direi che tutti gli elementi erano sfavorevoli al potermi lasciare andare, ma devo dire che nel giro di qualche mese e 1200 km dopo ho già preso un po’ di confidenza!
Poi se smettessi di andare in giro con le ruote troppo gonfie -per paura di fare troppa fatica, ovvio!- potrei avere più aderenza al terreno, ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca (o la bici piena -di aria- e la ruota stabile).
E poi che dire? Che alla fine mi trovo bene, che affronto gli ostacoli passandovi sopra e non girandovi attorno, che mi tocca frenare il doppio perché in discesa prende velocità all’istante, e che alla fine in salita non è mica male, anzi!
Metto comunque in conto (e aspetto con ansia) il reggisella telescopico, così la prossima estate chi mi ferma più? 🙂

29 due

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