La strada verso il mare

10847212_430006757174388_8401888824084755264_oSabato scorso ci siamo trovati col solito gruppetto di bikers per fare un giro: ci siamo guardati negli occhi, poi abbiamo guardato le nostre bici e qualcuno ha azzardato un “facciamo un giro in pianura?” Subito Roby lo ha seguito a ruota, proponendo di andare a prendere un caffè a Lido di Savio! Così abbiamo girato le nostre bici in direzione mare e siamo partiti!
Per andare da Cesena verso il mare si segue pari pari il fiume Savio, in tutte le sue curve e sfaccettature, nella ormai completamente ultimata pista ciclabile che sbuca, per l’appunto, a Lido di Savio.

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La pianura può sembrare facile, ma alla fine è quella che, se affrontata con un po’ di grinta, mette a dura prova le nostre gambe: non ci sono pause in discesa, non si smette mai di pedalare. Il ritmo è continuo e costante ed è decisamente un ottimo allenamento. Devo ammettere però che è anche una noia quando non si fa in buona compagnia. Ma non era proprio il caso di sabato: il gruppetto era ben assortito e ci siamo fatti due risate e quattro chiacchiere tutti insieme!

La partenza è stata decisamente agile, con Sandra in testa che dava il ritmo: 27-29 km/h su strada inghiaiata. E’ stata dura per me starle dietro, ma chi la fermava? 🙂 Abbiamo attraversato diversi paesini, il terreno sotto le nostre ruote cambiava continuamente: ghiaia, asfalto, sterrato ed erba. Via via via! Paolo era al suo primo giro dopo una pausa forzata causata da una caduta, e ce l’ha messa tutta per stare al passo con gli altri: bravissimo Paolo!

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Il nostro passaggio faceva fermare tutti: famiglie a spasso coi cani, signore e ragazze in passeggiata… si fermavano a guardarci passare come se stessero assistendo ad una gara! O forse pensavano solo “ma chi sono questi pazzi? Meglio spostarsi prima che mi investano!” 🙂
Quello più al centro dell’attenzione era Maurizio, con la sua fat bike: la gente non è abituata a vedere quei “ruotoni”, e spesso lo ferma per fargli domande curiose del tipo: “ma come fai ad andare in salita?” oppure “ma non pesa troppo?”
Intanto si continuava a pedalare: a volte lo sguardo era attratto da una frana causata dall’alluvione della settimana precedente, e addirittura abbiamo trovato un tratto di strada chiuso al traffico perché il terreno stava cedendo. In un punto l’argine era rimasto parecchio infangato, tanto che quando per sbaglio sono finita con la ruota in una pozzanghera mi sono trovata incastrata, non sono riuscita a sganciarmi dai pedali e sono caduta come una pera! Per fortuna non mi ha visto nessuno, a parte Guerrino, che mi ha aspettata pazientemente per poi ripartire con me.
Mariusz si divideva fra il fare qualche foto e video ai compagni di viaggio, e dare qualche spinta all’amico Paolo, che si trovava un attimo in difficoltà.1890635_430006547174409_1782027734905854281_o
Eravamo quasi arrivati, l’ultimo tratto alternava sabbia e terra… e diverse pozzanghere! E Maurizio come poteva trattenersi dal saltarci dentro? Ha iniziato a schizzare tutti: Valerio, Federico, Sandra e Roby!
Ma eccoci arrivati: l’ultimo tratto lo abbiamo percorso a piedi, bici alla mano, sugli scogli che delimitavano il mare. Il litorale era ancora devastato dall’alluvione, ma ruspe e trattori stavano lavorando assiduamente per riportare tutto a com’era prima. La spiaggia era piena di spazzatura portata dal mare e dal fiume, oltre che di rami e bastoni. Era un quadro desolante, ma allo stesso tempo affascinante e spaventoso. E’ la bellezza del mare d’inverno, unito al fascino della forza e potenza della natura.10835000_430006747174389_8932164124798462316_o
Siamo rimasti in contemplazione per qualche minuto, mangiando le nostre barrette energetiche, poi abbiamo deciso di rimetterci in marcia per tornare a casa. Avevamo già percorso 30 km: ne restavano altrettanti prima di poter smettere di pedalare.
Il ritorno doveva essere più veloce, per via dell’orario, così abbiamo deciso di percorrere qualche pezzo in più in asfalto. Ho provato a mettermi io in testa, ma una volta che io mi ero scaldata gli altri erano stanchi e abbiamo dovuto rallentare 😉
“Fermi tutti!!”  Sandra si era appena accorta di avere la gomma a terra: ha provato a gonfiarla, nella speranza che reggesse fino a casa. Purtroppo però doveva esserci proprio un bel buco perché a Castiglione siamo stati costretti a fermarci di nuovo: ci ha pensato Mariusz a cambiare la camera d’aria, mentre noi abbiamo fatto sosta in un bar per rifocillarci. Soprattutto Paolo, che deve avere avuto un calo di zuccheri, e ha deciso di recuperare con un paio di brioches!

In tre all’opera per gonfiare la ruota a terra!

Poi tra una chiacchiera e una battuta ci siamo trovati a Cesena.
Io avevo ancora una decina di km da fare prima di arrivare a casa, e mi aspettava una bella salita finale! Ma piano piano sono arrivata anche io… talmente piano che quando ho raggiunto il cancello era quasi buio.
Eppure sorridevo!

Grazie ragazzi, alla prossima!

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