L’ABBIGLIAMENTO – parte prima

Io con la mia nuova divisa estiva: la adoro!!!!

Io e la mia nuova divisa estiva: la adoro!!!!

Quando ho iniziato ad andare in mountain bike, una delle prime cose che ho pensato è stata: “Beh, ora che dedicherò tanto tempo ed energie -e soldi- a questo sport, sicuramente spenderò meno in abbigliamento”. Niente di più falso!
In un certo senso non mi sono detta proprio una bugia, ma nemmeno la verità: ciò che è realmente successo è che ho spostato il mio interesse dall’abbigliamento “comune” a quello sportivo. Ma chi l’avrebbe detto che ci sono tanti tipi di pantaloni, magliette, canotte, accessori, e… attenzione attenzione… SCARPE!!! Purtroppo sì, ci sono anche quelle, e ce ne sono davvero di tanti colori e modelli, tanto che da un anno a questa parte ogni volta che mi reco nel mio negozio di fiducia addocchio qualche nuovo arrivo e dentro di me penso: “Appena mi si rompono quelle vecchie verrò a comprare queste”. Non c’è niente da fare, sono irrimediabile, lo ammetto!

E quindi via, vediamo cosa c’è di così indispensabile che non può mancare nel nostro cassetto dell’abbigliamento sportivo. Per non dimenticare nulla, iniziamo dalla testa e andiamo giù giù fino ai piedi!

IL SOTTOCASCO. Come ho già scritto precedentemente, il sottocasco è fondamentale. Che i nostri capelli siano lunghi (e quindi abbiamo bisogno di domarli in qualche modo) o corti, necessitiamo di qualcosa che: li tiri indietro, asciughi il sudore impedendogli di colare sulla fronte, ripari la cute sia dal sole in estate, che dal freddo in inverno.
In testa possiamo mettere qualunque cosa, a partire dalla classica bandana, allo “scalda-collo” multifunzione, alla fascia in materiale traspirante alla cuffietta (che in inverno può essere anche rivestita internamente in materiale bello caldo, così eviteremo di congelarci le orecchie).

GLI OCCHIALI. Che siano da sole, trasparenti o anche da vista, gli occhiali saranno i nostri compagni fedeli durante le nostre scorribande in mezzo ai campi. E sapete perchè? Beh, provate a passare dentro ad una pozzanghera, poi a rotolare un po’ le ruote nella ghiaia e infine a fare una bella discesa per strada: i vostri occhi vi ringrazieranno se avrete qualcosa che potrà proteggerli! Per non parlare nel vento, del freddo, dei moscerini e dei rami che incontrerete durante i vostri percorsi!
A volte può capitare che diano fastidio: tendono ad appannarsi quando fuori è freddo e noi invece siamo parecchio accaldate, specie mentre facciamo salite lunghe e faticose. Ho letto da qualche parte che è sufficiente mettere della cera di candela sulla lente e poi lucidare per bene l’occhiale, ma vi dico la verità: non ci ho mai provato! Preferisco togliere l’occhiale quando non vedo e rimetterlo prima di una discesa!

LO SCALDA-COLLO. Termine un po’ riduttivo per questo accessorio che in mountainbike non può assolutamente mancare! Perchè non solo è essenziale in inverno per mantenere caldi collo e viso (ed evitare bruttissimi mal di gola): anche in estate sarà utilissimo. Per cosa? Evitare di respirare polvere nelle strade inghiaiate, ripararvi il viso da terra e sassi chi schizzano a tutta velocità dalla ruota posteriore di chi vi sta sfrecciando davanti, o dalla vostra stessa ruota anteriore; ripararvi dalle improvvise folate di vento che nella mezza stagione tendono ad arrivare all’improvviso.

L’INTIMO. Cosa mettere sotto la maglietta? Beh, dunque, innanzitutto un bel reggiseno contenitivo se abbiamo il seno sopra la seconda. E’ un bell’impaccio se ogni volta che prendiamo una buca cominciamo a sballonzolare da tutte le parti (e considerate che di buche se ne prendono parecchie!) Inoltre un bel reggiseno sportivo traspirante è l’ideale per ogni tipo di sport, non solo la bici. Pensate che ne esistono anche con i passanti per il cardiofrequenzimetro!
Poi c’è la maglietta intima. Partendo dall’estate, col presupposto che non si metta niente se non la divisa vera e propria, c’è chi preferisce attrezzarsi con canotte a rete, che aiutano comunque a ritenere il sudore e ad evitare che torniamo a casa fradice e con la divisa da strizzare. Per la mezza stagione esistono smanicati un po’ più “consistenti” della semplice rete, e poi si passa alla mezza manica (che personalmente ritengo inutile) e alla manica lunga e pesante, per chi esce anche in inverno con temperature vicine o sotto agli zero gradi (come la sottoscritta!).
Fanno parte dell’intimo anche le mutande… E dicono che i ciclisti non dovrebbero portarle. Beh, sinceramente io ci ho provato e ho trovato la cosa alquanto scomoda e poco igienica! Preferisco optare per mutandine di cotone senza elastico, per evitare che strisciando nella zona inguinale irritino tutta la pelle. Assolutamente da evitare materiali in lycra o cosine strette e sexy, tanto non dobbiamo sedurre nessuno mentre pedaliamo ;-P

LA MAGLIA. Qui andiamo ad affrontare un tema che richiederebbe approfondimenti molto lunghi e mooolto noiosi. Di maglie ce ne sono a migliaia, ma che dico a migliaia, ce ne sono troppe! Partiamo dalla manica lunga invernale antivento e antipioggia, per passare alla invernale a manica lunga solo antivento. Diciamo che queste due sono indispensabili per chi esce in inverno con tutte le condizioni climatiche. Poi ci sono le felpe a manica lunga, utili per la mezza stagione o le notturne estive (non potete perdere l’esperienza della notturna per nessuna ragione al mondo!). Passiamo alla manica corta con o senza zip, che con temperature dai 15/16 gradi sarà nostra compagna fedele. Ed infine…rullo di tamburi… la canotta! Impareremo ad amarla e a desiderarla quando ci troveremo con un’abbronzatura a striscie manco fossimo delle zebre! Almeno la nostra amica canottiera ci aiuterà a limitare i danni.
In tutto questo come scegliere? Tenete conto che per ogni stagione vi serviranno due capi per ogni tipo. Non sarà necessario fare una sfilata di moda esibendo ogni volta un capo diverso: è sufficiente che un quando una maglia è stesa fuori ad asciugare l’altra sia già pronta ed asciutta per essere indossata. Se poi uscite raramente potete cominciare con un capo per volta. Quindi meglio puntare sulla qualità e spendere qualche euro in più, piuttosto che ritrovarci da strizzare alla fine del nostro giretto, o con qualche irritazione cutanea!

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Il casco salva la vita!

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Non è solo un luogo comune, ma la verità più vera che possa esserci!

IL CASCO TI SALVA LA VITA, o almeno ce la mette tutta per farlo. Sicuramente se non ce l’hai sei fregata al 50 percento.
Quindi niente paranoie sul fatto che “mi fa caldo, mi spettino, sono appena stata dalla parrucchiera, mi ingrassa, mi fa il nasone, mi mette in evidenza le orecchie a sventola, mi ci entrano gli insetti” e chi più ne ha più ne metta.
Tutte scuse!
Innanzitutto se decidete di fare un bel giro in bici bruciagrassi dovrete sudare, se anche non volete farlo sicuramente tirerà vento, e quindi la messa in piega appena fatta ve la potete scordare.
La scusa del caldo è improponibile: tutti i caschi omologati per bici sono dotati di fantastiche “prese d’aria”, per cui per la vostra testa sarà facilissimo respirare.
Il nasone o le orecchie a sventola si recuperano facilmente (a parte che se li avete si vedranno comunque): ci sono talmente tante forme e modelli, e troverere sicuramente quello che fa per voi!
La scusa degli insetti potrebbe essere buona, ma l’utilizzo di una bella bandana sottocasco impedirà agli esserini di pungervi erroneamente mentre state pedalando lungo il vostro percorso. Inoltre assorbe il sudore e vi aiuta a non prendere freddo durante le discese.

Quindi bando alle ciance, se ancora non lo avete fatto correte a comprarvi il VOSTRO caschetto salvavita!
Come dicevo, ce ne sono di tutti i tipi, forme e colori: ci sono quelli aerodinamici, quelli con la visiera, quelli senza, quelli con la visiera estraibile, quelli con più o meno “prese d’aria”, quelli regolabili e quelli no. Ci sono da 25, 30 o anche 300 euro. Dipende solo cosa volete.
Ma se non siete pretenziose, potrete avere un buon casco leggero, omologato e del vostro colore preferito con la giusta spesa!
Un suggerimento che posso darvi è di scegliere quelli regolabili: a volte capita che in inverno mettiamo in testa qualcosa di più pesante di una bandana di cotone per ripararci dal freddo, ed avere la possibilità di dare più spazio alla nostra testa è un’opzione importante! Per non parlare di eventuali cambi di pettinatura; metti il caso che decidiamo di tagliare drasticamente la nostra chioma, avremo certamente bisogno di stringere il nostro caschetto, no?

Ricordate che cadere è un attimo, anche da fermi, e lì per terra può esserci qualunque cosa ad aspettarci: un sasso, del durissimo asfalto, un albero o semplicemente della terra indurita dal sole. E se abbiamo il nostro caschetto sarà un attimo anche rialzarci!

La mia nuova bici

Eccola lì, nuova o usata, ma in ogni caso bella fiammante, del colore che ti piace, della tua misura. E il primo pensiero è: e ora che ci faccio?
Te l’ha regalata il tuo ragazzo perchè anche lui va in mountain bike?
Hai deciso di dedicarti ad uno sport all’aria aperta ed hai scelto la bici?
Ti sei fatta convincere da qualche amica pazzoide?
In ogni caso ora è lì, davanti a te, e ti toccherà usarla, ma non solo. La mountain bike va accudita, coccolata, lavata, ingrassata: ma noi donnine maniache per la pulizia non avremo problemi nel fare ciò. Basta solo sapere COME.
Sono una biker da quasi due anni, e vedo troppe poche donne a cavallo di queste meraviglie. Chi per paura della salita, chi per paura della discesa, chi per paura del fango o della polvere.
Eppure ho scoperto che la sua bellezza è proprio in questo: il contatto con la natura, il graffiarsi la gamba con un rovo, lo schizzarsi col fango perchè ha appena piovuto, il faticare in salita per poi godersi una bella discesa, di quelle in cui devi stare attenta a quel ramo, a quel sasso o a quel buco. Lo scoprirsi avventuriere in un mondo sconosciuto che è quello della natura: un campo, un bosco, una vigna, un sentiero largo e un altro un po’ più stretto. Respirare l’aria pulita, avvistare una lepre, un capriolo, una volpe o un istrice. Seguire il corso di un fiume, perdersi e poi ritrovare la strada giusta. Sentire il profumo dei fiori, dell’erba, avvertire la brezza sul nostro volto sudato e bere dalla fontana quell’acqua fresca che non avremmo mai potuto immaginare più buona!

Questo è quello che vivo io ogni volta che esco, ed è questo che mi fa dimenticare la fatica, insieme alla compagnia di persone che mi aspettano quando rimango indietro, mi aiutano se sono in difficoltà, mi rialzano quando cado.

Le stesse persone che, essendo per la maggior parte maschietti, parlano quel linguaggio strano composto da parole tipo pignone, mozzo, forcella, o frasi come “Quando metti il monocorona?” o anche “Ma secondo te è meglio la 29 pollici o la 27 e mezzo?”. Ma che è? Chi sta parlando? Meccanici o sono sempre i nostri amici? E che cosa stanno dicendo?
Attenzione a non voler fare le furbe: se anche andassimo su un qualunque forum a cercare il significato di quelle parole ne troveremmo altre dieci ugualmente incomprensibili.

E qui entro in gioco io, coi miei -quasi- due anni di esperienza, tentativi di capire, domande e interrogativi terra a terra, eccetera. E alla fine qualcosina ci ho capito, la mia bici me la lavo da sola, ho imparato a metterci l’olio, a lucidarla per bene, a capire se i freni sono da cambiare (anche se in realtà su questo punto sto ancora lavorando), e tante piccole cose che vorrei condividere con chi ha appena iniziato, o ancora non ha capito come far fruttare al meglioquel potente mezzo esplorativo ed ecologico di nome mountainbike!

Dunque buona lettura e buona pedalata!